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Sicurezza Informatica

NIS2: cosa devono fare le PMI italiane prima della scadenza

AN
Asbarui Networks CTO & Security Specialist
14 Giugno 2025
8 min di lettura
Aggiornato al 2025
Direttiva (UE) 2022/2555
NIS2 — In vigore dal 17 ottobre 2024

La Direttiva NIS2 (Network and Information Security 2) è entrata in vigore il 17 ottobre 2024 in tutta l'Unione Europea. L'Italia l'ha recepita con il D.Lgs. 138/2024, che introduce obblighi concreti per migliaia di aziende — comprese molte PMI che fino ad oggi non si erano mai preoccupate di cybersecurity in modo strutturato.

Il problema è che molti imprenditori non sanno ancora se rientrano nel campo di applicazione — e soprattutto non sanno cosa fare. Questo articolo risponde in modo pratico, senza tecnicismi inutili.

Attenzione

Le sanzioni per le aziende "essenziali" arrivano fino al 2% del fatturato mondiale annuo. Per le "importanti" fino all'1,4%. Non si tratta di cifre simboliche.

Cos'è la NIS2 e perché riguarda le PMI

La NIS2 è l'evoluzione della Direttiva NIS del 2016. La precedente versione copriva un numero ristretto di settori e operatori; la nuova estende significativamente il campo di applicazione, includendo settori ad alta criticità (energia, trasporti, banche, sanità, infrastrutture digitali) e altri settori critici (servizi postali, gestione dei rifiuti, produzione alimentare, fabbricazione, ricerca e altri).

Dove prima rientravano poche centinaia di grandi operatori, ora l'ENISA stima che in Europa siano coinvolte decine di migliaia di organizzazioni, incluse aziende di medie dimensioni che operano come fornitori o subappaltatori di settori critici.

"La NIS2 non è solo per le grandi aziende. È per chiunque faccia parte della catena del valore di un settore critico — anche come piccolo fornitore."

— ENISA, Guida all'implementazione NIS2, 2024

Chi è soggetto alla direttiva

La direttiva distingue due categorie di soggetti:

CategoriaCriteri dimensionaliSanzione maxStatus
Soggetti EssenzialiGrandi imprese (250+ dipendenti o €50M+ fatturato) nei settori ad alta criticità€10M o 2% fatturato mondialeAlta priorità
Soggetti ImportantiMedie imprese (50–249 dipendenti o €10–50M fatturato) nei settori critici€7M o 1,4% fatturato mondialeMedia priorità
Esclusi (in generale)Micro e piccole imprese (<50 dip. e <€10M fatturato), salvo eccezioni—Generalmente esclusi
Attenzione alle eccezioni Alcune piccole imprese rientrano nell'obbligo se considerate "critiche" per la loro posizione nella catena di fornitura (ad esempio fornitori IT di operatori essenziali). Verificate sempre con un consulente.

Gli obblighi concreti: cosa devi fare

La NIS2 impone misure tecniche e organizzative "adeguate e proporzionate". In pratica:

1. Gestione del rischio informatico

  • Analisi del rischio documentata e aggiornata periodicamente
  • Politiche di sicurezza delle informazioni scritte e applicate
  • Gestione degli accessi privilegiati (chi può fare cosa sui sistemi)
  • Protezione delle reti e dei sistemi informativi

2. Gestione degli incidenti e tempi di notifica

24h

Pre-notifica all'ACN

Entro 24 ore dalla consapevolezza dell'incidente significativo, invia una pre-notifica all'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Non serve ancora la relazione completa.

72h

Notifica completa all'ACN

Entro 72 ore una notifica più dettagliata con valutazione preliminare della gravità e dell'impatto stimato dell'incidente.

1 mese

Relazione finale

Entro un mese, relazione completa con causa principale, misure di mitigazione adottate e impatto transfrontaliero (se presente).

3. Continuità operativa e backup

La direttiva richiede esplicitamente misure per garantire la continuità operativa, inclusi backup regolari, gestione delle crisi e ripristino di emergenza. Un piano di Disaster Recovery non è più solo una buona pratica — è un obbligo normativo.

4. Sicurezza della catena di approvvigionamento

Devi verificare e gestire i rischi di sicurezza anche nei tuoi fornitori e subappaltatori. Se fornisci servizi a un'organizzazione essenziale, quest'ultima potrebbe richiedere che tu dimostri la conformità NIS2 come condizione contrattuale.

Altri obblighi includono: Crittografia dei dati in transito e a riposo · Autenticazione multi-fattore (MFA) · Politiche di aggiornamento e patching · Formazione del personale sulla cybersecurity · Controllo degli accessi fisici ai sistemi

Le sanzioni in caso di inadempienza

  • Soggetti essenziali: fino a €10.000.000 o il 2% del fatturato mondiale annuo totale (si applica il maggiore)
  • Soggetti importanti: fino a €7.000.000 o l'1,4% del fatturato mondiale annuo totale

Oltre alle sanzioni pecuniarie, la direttiva prevede la sospensione temporanea delle certificazioni, il divieto temporaneo per i dirigenti di ricoprire ruoli manageriali e obblighi di comunicazione pubblica dell'incidente.

Piano d'azione: da dove partire

1

Verifica se sei soggetto

Controlla il tuo settore (allegati I e II della direttiva) e le dimensioni aziendali. In caso di dubbio, registrati sulla piattaforma ACN.

2

Esegui un gap analysis

Confronta la tua situazione attuale con i requisiti. Le lacune più comuni: mancanza di piano risposta incidenti, backup non testati, gestione accessi inadeguata.

3

Prioritizza gli interventi

Inizia dalle misure che riducono il rischio reale: MFA su tutti gli account, backup immutabile, firewall configurato, piano base di risposta agli incidenti.

4

Documenta tutto

La NIS2 richiede evidenza delle misure adottate. Crea e mantieni documentazione delle politiche di sicurezza, risk assessment e sessioni di formazione.

5

Coinvolgi il management

La NIS2 responsabilizza esplicitamente gli organi di gestione. Il CDA deve approvare le misure e può essere ritenuto responsabile personalmente in caso di gravi violazioni.

Conclusione

La NIS2 rappresenta un cambiamento strutturale. Non è più un tema riservato ai grandi gruppi con team IT dedicati — è un obbligo normativo che tocca migliaia di PMI italiane.

La buona notizia è che la maggior parte degli adempimenti coincide con le best practice che ogni azienda dovrebbe già seguire: backup testati, accessi controllati, formazione del personale, piano di risposta agli incidenti. Se stai già facendo queste cose correttamente, il percorso verso la compliance è più breve di quanto pensi.

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Assistenza IT e sicurezza informatica per le PMI italiane.

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